LA VERA STORIA DEI MURALI DI LIZZANO PISTOIESE

ECCEZIONALE INIZIATIVA 

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Una visita, oggi, a Lizzano Pistoiese non è giustificata soltanto dalle notevolissime opere d’arte che avevano arricchita l’antichissima Pieve distrutta da un movimento franoso nel 1814 e che poterono essere recuperate; ma anche dalla esistenza  d’alcune opere murali per le vie del paese e di una scultura, in bronzo, sul Sagrato della Chiesa, opere d’alcuni artisti fiorentini del "Gruppo Donatello". L’iniziativa, esposta dal sottoscritto in una riunione del “GRUPPO”  in via degli Artisti a Firenze e che il prof. Arch. Francesco Bandini, Presidente, credette opportuno raccogliere, per l''appassionato interessamento degli amici dott. Nicola Menabuoni e sig.ra Liliana, fu realizzata, a partire dalla Primavera del 1988, legata  alla storia del serg. John Murphy. Appartenente alla Xa Divisione da montagna della quinta Armata che operò in questo settore della Linea Gotica, era sbarcato col suo Reggimento a Livorno all''inizio dell''Inverno del 1945. Comandava una Compagnia di soldati della Xa Divisione. La sera del 15 Gennaio entrò in Chiesa, mentre nevicava  e sopra Vizzaneta  operavano ancora alcune pattuglie di soldati tedeschi. Fece sistemare la compagnia di soldati sul pavimento e di fronte alle garbate proteste del parroco tirò fuori la corona del Rosario, per dimostrare che egli era Cattolico e non intendeva assolutamente mancare di rispetto al luogo sacro: le necessità della guerra lo costringevano ad approfittare di quel momentaneo rifugio. Mentre entrava in Chiesa fu colpito “misteriosamente”dal Crocifisso di Baccio da Montelupo che dominava sopra l’Altare Maggiore e anche dalla fioca lampada ad olio del SS. Sacramento. Fece amicizia con Don Mario Frati, il parroco di allora, ed operò in paese per oltre una Settimana, aiutando la popolazione colpita dalle vicende della guerra.. Quando il fronte si spostò verso il Nord e, quindi, dovette lasciare la comoda sistemazione offerta dalla casa canonica, nel salutarlo, don Mario, come ispirato, gli disse: "Perché non ti fai Sacerdote ?"- Il serg. Murphy rimase lì per lì sconcertato; ma, appena avuto il congedo, entrò all’Università di Harvard, a Boston, e si laureò in Teologia e Filosofia. Divenne Sacerdote, amico di Presidenti degli Stati Uniti ed anche del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II del quale era stato ospite a Cracovia, in Polonia, , per oltre un Mese. Nell’Agosto del 1985, quando ritornò a Lizzano a ritrovare e poter ringraziare il suo amico Don Mario, ormai defunto, l’occasione dette al sottoscritto  l’idea di lanciare questa  proposta: “facciamo una giornata per ricordare l’origine  straordinaria della tua vocazione nata nel turbine della guerra, ed anche il sacrificio dei “CADUTI” americani sulla “LINEA GOTICA”. La risposta fu immediata. Con  le lacrime agli occhi disse subito: “tu venire in America ed organizziamo tutto.” Invitato alla“CASA BIANCA, il sottoscritto ebbe modo di interessare il Presidente degli STATI UNITI D’AMERICA, R.REAGAN, e, successivamente, quello delle Autorità Consolari statunitensi in Italia..
La storia, accolta con entusiasmo dal “Gruppo di artisti “Donatello” col Presidente Prof. Francesco  Bandini, raccontata a Firenze dagli amici dott. Nicola  e Liliana Menabuoni,

 

 

 

 Lizzano Pistoiese: 4 Giugno 1988 -Mons. Murphy  col dott. Nicola Menabuoni  e don Napoleone

  determinò la loro partecipazione alla grandiosa manifestazione del 4 Giugno del 1988, a Lizzano, con opere  pittoriche e sculture di notevole spessore artistico.  Una giornata memorabile vissuta da tutto il paese che accolse, con sentimenti di vera gratitudine, i gloriosi combattenti della Xa Divisione da Montagna americana (circa 400), commilitoni di Mons. John Murphy e di una compagnia di “marines”, in pieno assetto di guerra che sfilarono, in corteo, insieme ad un reparto di soldati italiani inviati appositamente dal Ministero della Difesa. Con la celebrazione della S.Messa da parte di numerosi sacerdoti e del Vescovo, Mons. Scatizzi, si commemorarono i "CADUTI", si ricordò il sacrificio di tutti coloro che, su questi monti, combatterono e morirono, meritando per noi, con il loro sacrificio, il dono della libertà e della pace. Il “Comitato Parrocchiale”, appositamente costituito, aveva favorito la collaborazione di tutta la popolazione e quella della Amministrazione Comunale nella persona, soprattutto, del Sindaco, il concittadino Virgilio VOGESI.   Le opere del "Gruppo Donatello", fra le quali la Conversione di SAULO, scultura in bronzo di Marcello TOMMASI che la Cassa di Risparmio di Firenze donò, nell’occasione, a questa Parrocchia,

 

 

 

MARCELLO TOMMASI: "LA CONVERSIONE DI SAULO"OFFERTA DELLA CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE ALLA PARROCCHIA

contribuirono, senza dubbio, ad esaltare tale manifestazione ed il suo particolare significato, concentrato su temi vocazionali e di pace. “Segna, senza dubbio, l''inizio, come il Prof. Bandini ebbe allora a scrivere, di un nuovo capitolo nella storia di questa piccola ma civilissima comunità montana, non soltanto per la qualità delle opere stesse e degli artisti interessati, ma anche per le motivazioni e i significati che le hanno ispirate”. "E’ grande merito dei sigg. Tondinelli Anna Paola e Giancarlo, coadiuvati dalla figlia Elisabetta ” autrice anche della traduzione del “diario di guerra” del serg: J. Murphy,, avere contribuito, con il loro entusiasmo e la loro intraprendenza, ad estendere e perpetuare, nella memoria collettiva, il ricordo di una tale iniziativa. Con la istituzione recente, poi, di una Associazione dedicata ai “MURALI”, aver favorito un arricchimento culturale ulteriore di un contesto antichissimo di storia e di arte.

Don Napoleone Toccafondi  

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Inaugurazione e benedizione della Scultura di Marcello Tommasi e delle opere del Gruppo Artistico Donatello  offerta alla Parrocchia dalla CASSA RISPARMIO di FIRENZE”

                       alla presenza del vescovo di Pistoia, Mons. Simone Scatizzi

Mentre saluto e ringrazio tutte le personalità presenti,le Autorità,il Vescovo,gli amici,esprimo la mia profonda soddisfazione di poter aggiungcre,questa sera,in modo così ufficiale,al contesto antichissimo di storia e di arte di questo paese,le opere del GRUPPO ARTISTICO FIORENTINO "DONATELLO" costituite da tutta una serie di pitture murali e dalla bella scultura del prof.Marcello Tommasi che la Cassa di Risparmio di Firenze ha donato alla parrocchia di Lizzano.  

Lizzano Pistoiese 4 Giugno 1988    FRANCO LASTRAIOLI. : "UN GIORNO E UNA STORIA.

E’ la storia di un soldato americano fattosi sacerdote, attratto da una forza e da una voce superiore. Lì, nella Chiesetta di Lizzano, fra rumori e frastuoni di guerra.

la presenza della Dott.Falletti della Sovrintendenza alle Gallerie, sottolinea questo contesto che sollecita la nostra memoria storica e ci predispone ad accogliere con più gratitudine e commozione opere che vengono ad arricchire un patrimonio artistico così notevole. Mi preme,per questo,sottolineare che,proprio questa sera,la Dott. Falletti riconsegna ufficialmente alla Chiesa,dopo 17 Anni,la tavola pittorica del ''400 finalmente restaurata che possiamo ammirare col suo artistico tabernacolo. Tutto questo si è potuto realizzare anche per la fattiva collaborazione dei "Consigli parrocchiali" e, sopratutto, della Amministrazione comunale quì rappresentata dal Sindaco Vogesi e che ringrazio sentitamente per la sensibilità dimostrata nell''accogliere le nostre proposte. Al termine della S.Messa, Mons.Vescovo, benedirà la statua del prof.Tommasi, il cui significa­to, nell''espressione artistica dell''autore, ci riporta, con la "vocazione straordinaria di S.Paolo, alle celebrazioni del 4 Giugno 1988 e a quella che si terrà nella Chiesa di S.Giuseppe a Washington, presso il Campidoglio, il giorno 8 Ottobre. Quel giorno,io stesso, alla presenza anche di un rappresentante del Governo degli Stati Uniti, benedirò il monumento di Vanni Melani, da noi offerto per onorare non solo il serg.John Murphy,ma anche la sacra vocazione di tutti coloro che quì combatterono e morirono per una nobile risposta al sentimento della pace. La presenza delle autorità Consolari sottolinea l''impor­tanza che assume non solo per noi,ma anche per il popolo americano,l''opera del Tommasi e perciò il dono eccezionale che il Presidente della Cassa di Risparmio di Firenze, dott.La­po Mazzei, attraverso il mio interessamento favorito dall''amico Giancarlo Niccolai, Consi­gliere Regionale, ha voluto fare alla parrocchia di Lizzano. Mi sembra doveroso mettere in evidenza la particolare sensibilità che quell''Istituto usa riservare verso questo genere di problemi che possano interessare anche paesi piccoli come Lizzano. Saluto ringrazio,perciò,con particolare commozione, anche per la simpatia dimostratami nell''in­contro che ebbi occasione di avere a Firenze col Dott.Tinti,Direttore Gcnerale,i dirigenti quì presenti ed anche il personale dell''Agenzia di S.Marcello. L''offerta della Cassa di Risparmio si aggiunge,però,(è mio dovere rilevarlo)a quella del prof.Tommasi,perché,al di là del valore commerciale dell''opera stessa,egli ha reso possibile,con molta generosità  e sacrificio personale, l''intervento dell''Istituto e meritato,quindi,ampiamente la nostra profonda gratitudine. Opere del Gruppo Donatello che il Presidente,il prof.Arch.Francesco Bandini,al termine della Messa ci presenterà,ci aiutano ad esaltare la lunga storia di questo paese della Montagna pistoiese ed ho voluto proprio la presenza del Vescovo per mettere in risalto un particolare storico che la cerimonia di Washington del prossimo Ottobre contribuirà a riportare alla nostra memoria. Quella cerimonia,per il Comitato Organizzatore,sarà anche la prima manifestazione dell''Anno 1989-1990,per celebrare il centenario della fondazione di quella parrocchia.Nell''intervento che dovrò fare durante la Messa,nello spirito di gemellaggio ormai stabilito fra queste due Chiese,avrò il piacere di sottolineare il fatto concomitante del "Millenario" della parrocchia di Lizzano, anche se,purtroppo,non della Chiesa, franata insieme all''antico paese,nel 1814. La Chiesa di Lizzano è       citata in un documento imperiale di Ottone già nell’Anno 998 e ceduta,come feudo,al Vescovo di Pistoia;ma,col termine di "MASSALIZANUM" nel 753, insieme a tutto l''antico territorio dei Galli della "SILVA LITANA" era     già emergente nel decreto di Astolfo,re dei Longobardi,per il quale, S.Anselmo di Nonantola, poté cominciare la costruzione di ospizi o conventi ( uno dei quali proprio a Lizzano in località chiamata ancora oggi "La Cella") per l''assistenza ai viandanti che varcavano l''Appennino durante l''inverno. Agli americani avrò modo,con orgoglio,far conoscere questo nostro antico patrimonio di storia,di civiltà e di fede cristiana e di mettere in risalto‑ per noi e per loro,proprio perché aiutati dalla nostra memoria storica,la necessità,per ritrovare noi stessi,di riaffermare il primato dei valori spirituali e culturali,senza i quali,né la vita dei singoli,né quella dei popoli riesce ad essere decentemente vissuta.

Lizzano Pistoiese 4 Giugno 1988. Dott Nicola Menabuoni e Sig.ra Liliana

 

 

A coloro che,magari con battute di spirito,mi hanno domandato la ragione di tanto impegno con queste iniziative particolari,devo precisare una mia convinzione:al di là degli interessi turistici e culturali che offro a questo paese,l''arte,espressione dello spirito nel sensibile,divcnta per me,anche da un punto di vista pastorale,un valido strumento per affinare sempre più l''animo del popolo e avvicinarlo alla comprensione dei valori assoluti,come l''infinita bellezza di Dio.L''artista fa discendere l''infinito dello spirito in poca materia,redime e spiritualizza il sensibile avvicinandolo a Dio Creatore,mostrando come in una sintesi superiore,l''evidente potenza di supremi principi dai quali la personalità umana dipende ed è ordinata. Per questo la Chiesa fino dalle origini non pensò affatto ad escludere dalle "chiese" l''attività artistica,ma l''accolse con tale dignità da farla assurgere a coadiutrice nelle manifestazioni stesse del Culto.Ba­sta per questo la valida testimonianza delle opere esistenti in questa Chiesa e che arricchirono già l''antica Pieve,MaDRE DI TUTTE LE Chiese dell''alta montagna. Per tutti devo aggiungere un''ultima cosa:le attività del "Gruppo Donatello" per le quali non cesseremo mai di ringraziare il prof.Bandini, gli artisti, il dott.Menabuoni, Il Sindaco, e tutti coloro che,a Lizzano,hanno accolto e favorito, con impegno e sacrificio queste mie iniziative, inserite attraverso il particolare delle manifestazioni del 4 Giugno 1988, in un contesto storico così antico,mi sono sembrate di rilievo e specifiche per rivendicare a questo paese almeno un primato di onore e di nobiltà,dopo oltre mille anni di vita parrocchiale.   

 

                                         Don Napoleone

             

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IL GRUPPO DONATELLO E GLI AFFRESCHI MURALI   DI LIZZANO PISTOIESE

                                        A RICORDO DELLE CELEBRAZIONI DEL 4 GIUGNO 1988  del Prof. Arch. Francesco Bandini

 

Un po'' di storia e un po'' di cronaca

Tutti ormai sanno che a Firenze, nella zona comprendente Piazza Donatello, Via degli Artisti, Via dei Della Robbia, Piazza V asari, Piazza Savonarola ecc a partire dal I 874 anno in cui si cominciarono a demolire le antiche mura della città, c''è un''area destinata a studi pei pittori, scultori e architetti e che le autorità cittadine cedettero i terreni per la costruzione di essi. Ma non lutti sanno forse, che quando la cinta muraria fu  edificata nel  1284, s''apri in quei luoghi una porta proprio ira un convento di frati e un monticiattolo. Quel piccolo monte che serviva da gradinala per i tifosi dell''antico gioco del pallone è divenuto oggi il "Cimitero degli Inglesi" dove sono sepolte tante personalità che scelsero Firenze come loro seconda patria, dalla poetessa Elisabeth Barrett Browing. allo storico Davidsohn, dal pittore Boklin. all''editore Viesseux e lanti altri, e che quel convento, divenuto in seguilo la splendida basilica dell''Annunziata, ospitava dei frati che si dedicavano alla fabbricazione di vetrate colorate, fu così che la porta fu detta "a Pinti". Era destino che quello fosse un luogo prediletto dai pittori! Inizia dunque, più o meno all''epoca in cui Fircnze era capitale d''Italia la costruzione di quello che divenne una specie di ''''quartiere latino" ed ancora oggi tutta la zona è popolata da artisti che stanno sul piede di guerra, attenti alla speculazione incalzante desiderosa di sfrattare gli artisti per farne appartamenti di lusso Ed è proprio all''angolo fra Via degli Artisti e Piazza Donatello che ha sede l''antico sodalizio artistico che porta il nome del grande scultore fiorentino. Nasce quindi, circa un secolo fa, il Gruppo Donatello che ancora oggi svolge un importante ruolo di ''''coscicnza critica" deila città ed è in qualche modo il punto di riferimento del pensiero culturale fiorentino.  Si è detto di quando il Poggi abbatte le antiche mura della città per creare l''anello degli "stradoni alberati", detti poi Viali di Circonvallazione e di come  fuori della Porta a "Pinti" rimanesse un terreno che gli artisti dell''epoca richiesero al Comune "a mite prezzo" per costruirvi i loro studi. Sorsero cosi dunque gli edifici di Piazza Donatello e delle altre strade e nella nuova strada che andava verso il "Pino" ebbe il proprio studio lo scultore Giovanni Duprè e, in Via dei Della  Robbia. proprio dove oggi vivono gli artisti Mippia Fucini nipote del poeta Renato (quello delle famose "Veglie di Neri''") con il marito, lo scultore Bruno Catarzi, vi faceva le sue prime esperienze  d''arte il giovane Amedeo Modigliani prima di approdare a Parigi. Li hanno continuato ad incontrarsi Plinio Nomellini e il vecchio Giovanni Fattori, I ibero Andreolti con il giovane Modi ed è li che avvengono le prime dispute di Gabriele D''Annunzio presenti la Duse e la Grammatica. Nel 1947 è la volta di Edoardo Gordigiani che insieme a Pietro Bernardini, Delio Granchi, Mario Moschi, Valerio Cheli, e ancora Bonomi, Vagnetti, Checchi, Pieralli, Bueno, Catarzi e tanti altri operano una sorta di "rifondazione" del gruppo risorto dalle ceneri dell''ultimo connitlo mondiale. Ed è proprio con questo ricordo ancora vivo e presente in tutti noi. che gli artisti del Gruppo Donatello hanno accollo con entusiasmo l''invito del Comune di S.Marcello Pistoiese e del Sac. Don Toccafondi di contribuire con le loro opere di pittura e di scultura e ricordare alcune pagine di storia del nostro paese, tristi ma anche esaltami, ed a tentare di rileggerle in chiave artistica e culturale. 

                                                      

 

Lizzano Pistoiese 1988: l''artista al termine della sua opera 

  E'' così che alcune pareti delle case di un paese della montagna toscana, Lizzano Pistoiese, saranno dipinte con scene che ricorderanno momenti della guerra di liberazione contro II nazismo, degli "Alleati" americani con i partigiani ed i soldati italiani, e ancora un altro incontro, questo di grande significato spirituale, quello che avviene nel buio di una chiesetta, fra uno stanco sergente americano ed il crocifisso che si erge alto al di sopra delle miserie umane. Altri affreschi ancora vogliono ricordare gli antichi e ormai scomparsi mestieri della montagna, come il carbonaio, o il taglia legna ed ancora prati pieni di fiori con qualche arma o elmo militare affioranti qua e là ma dai quali sembra salire al cielo una sfrenala voglia di vivere. Oltre agli affreschi due sculture: la prima, una Annunciazione verrà posta sulla facciata della chiesa, l''altra una stupenda "Conversione di Saulo" dovrebbe collocarsi come su uno sperone all''angolo della Piazza della Chiesa stessa. Il grande persecutore dei cristiani folgorato sulla via di Damasco tende un braccio verso l''alto, cioè verso quella luce che proviene dalla chiesa quasi a stabilire un dialogo con la madre di Dio. ……………La scelta di realizzare la figura dell''"Apostolo dei Gentili" S. Paolo, significa, a nostro giudizio, il ricordo "per eccellenza" di una conversione nella quale rivivono tutte le chiamate a Dio pur nella varietà dei  tempi e nei modi. Le brevi note relative agli artisti che hanno offerto il loro contributo ed una breve descrizione delle opere e del loro significato, chiudono questa "presenza" in terra pistoiese degli artisti fiorentini del Gruppo Donatello. — Siamo certi che questa nostra iniziativa, oltre ad essere l''occasione per rivivere insieme un momento della propria vita, segnerà anche l''inizio di un nuovo capitolo nella storia di questa piccola ma civilissima comunità montana.  

Firenze Aprile 1988                                                     Prof. Arch. Francesco Bandini  

                                                                                                               Presidente del Gruppo Donatello

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 ALCUNI MURALES DI LIZZANO PISTOIESE

Eseguiti nell''anno1988 in occasione della Cerimonia del 4 Giugno 

                                                                                                                                                               Giuseppe Capineri. "Simboli della Guerra".

Simboli che ricordano la partecipazione delle truppe U.S.A. L’elmetto americano, una volta mimetizzato per la guerra, è ora ricoperto di fiori in ricordo di coloro che sacrificarono la loro vita per la libertà e la democrazia.                                                                                                                                  

 

 

 ENRICO BANDELLI: " VERSO LA LUCE".l''Autore con Mons. Murphy.

L’evoluzione pittorica dell’artista (dal figurativo-naturalista alla pittura simbolica) è tutta presente in questa opera nella quale la natura, le tragiche forme dei castagni sembra piegarsi a forme spirituali dense di luminosità.

       Signorini Giuliana: " FREMITI DI GUERRA NEL BOSCO"-

Un fremito di guerra e di distruzione si abbattè anche nella natura che circonda Lizzano P.se; il bosco la vide e la subì. L’opera intende mostrare attraverso i colori e la tecnica pittorica i momenti drammatici vissuti dall’ambiente; ma una luce chiara sul fondo è presagio di vita futura.

                                                                                                                    

RAFFAELLO LOPEZ CONTEMPLA IL SUO LAVORO

 

  

MARCELLO TOMMASI: "LA CONVERSIONE DI SAULO". LIZZANO 1988. PIAZZA DELLA CHIESA

La drammaticità della composizione, concepita dall’artista, conferma la plasticità di un’opera che non ha bisogno di commenti in quanto si colloca nella serie di un''attività di livello mondiale degna dei grandi maestri fiorentini per i quali messaggio spirituale e "pathos", inteso come sofferenza umana e religiosa, si fondono nella più pura tradizione.

 

BROGELLI FRANCO Firenze, 1921-1996 - Gli Amici

 

IIL MONDO FOTOGRAFICO DI FERNANDO GORI ATTRAVERSO LE PITTURE MURALI DEGLI ARTISTI

DEL GRUPPO “DONATELLO”

 

Il 24 Giugno del 1996 vennero esposte a San Marcello le   immagini dei murali di Lizzano con una mostra fotografica realizzata da  Fernando Gori, un grande artista di Larciano. Tali foto, di proprieta'' attualmente di don Napoleone Toccafondi, sono esposte in permanenza nella "CASA VACANZE" della Diocesi a Lizzano.  Il prof. Arch. Francesco Bandini, allora Presidente del Gruppo Donatello, in occasione della  Mostra ebbe a  scrivere quanto appresso:“ . ...Grazie a Fernando Gori, si affronta il tema rappresentato dal ciclo di pitture murali che gli artisti fiorentini hanno realizzato nel quinquennio che va dal 1988 al ‘90, sui muri delle case di un paesino montano, Lizzano Pistoiese, vicino al rinomato centro di villeggiatura di San Marcello, sull’Appennino toscano. Queste brevi note non presumono certo di descrivere l’opera di Fernando Gori che parla da sé, sia pure attraverso una originalissima rivisitazione delle opere pittoriche. Sappiamo bene che l’arte ,ai suoi livelli più alti, non si insegna e che è il frutto di componenti diverse: forza di temperamento, originalità, sensibilità, costanza di applicazione che sono spesso al di sopra dei mezzi che un dilettante in qualsiasi campo può avere a disposizione. Il grande artista come il grande fotografo possono nascere dal confluire di elementi spesso imprevedibili nella loro essenza, nel loro amalgamarsi, nel loro sviluppo. Io non sono certo se siamo in presenza di grandi artisti o di un grande fotografo ma, anche se volessimo più modestamwente affermare che queste immagini, come quelle pitture, ci suggeriscono sensazioni che vanno bene al di là del puro risultato di componenti meccaniche e di indubbie necessità di requisiti tecnici cui la fotografia è legata, renderemmo quel minimo di giustizia a chi del mezzo fotografico è così duttilmente capace e padrone in misura tale da ricavarne piena garanzia di cultura e buongusto.”  Queste le parole del Prof. Bandini. Con l’esposizione, prima in Chiesa,  e, oggi, all''interno della "CASA VACANZE DELLA DIOCESI",di alcune immagini della sua opera Ferdinando Gori consente a noi una fruizione immediata del beneficio artistico ed  estetico sia delle pitture sia della loro  originale figurazione, oltre che mettere in risalto la storia cui quelle immagini si riferiscono ed il fatto che una visita turistica oggi, a Lizzano Pistoiese, non è giustificata  soltanto dalle notevolissime opere d’arte appartenenti alla Chiesa e che fanno parte del “PROGETTO”

ECOMUSEO DELLA MONTAGNA PISTOIESE-PIEVE DI S. MARIA ASSUNTA-LIZZANO”,

coordinato dall’Ufficio Cultura della Provincia di Pistoia.
La proposta del sottoscritto per queste pitture murali che il prof. Arch. F. Bandini credette opportuno raccogliere, per l’appassionato interessamento degli amici dott. Nicola Menabuoni e sig.ra Liliana, fu realizzata, entusiasticamente, con la partecipazione delle Autorità Comunali e la collaborazione di tutta la popolazione Lizzanese e  caratterizza, oggi,  il paese di Lizzano nel suo aspetto  più interessante.  Preziosa fu l’opera  dell’allora Sindaco Virgilio Vogesi e quella dei sigg. Giancarlo e Annapaola Tondinelli .

 VALERIO CHELI: "GENESI". (Battistero-Chiesa parrocchiale)

E’ di un''indubbia originalità il concetto che l’artista ci presenta come decorazione di un fonte battesimale. Una grande composizione di fiori, esplosione della natura che rinasce ogni anno a nuova vita; al di sopra si libra lo SPIRITO di DIO simbolo di pace in forma di colomba, mentre in basso, nel recipiente che serve di base alla composizione floreale, dei bagliori di luce annunciano la croce di Cristo.

“Segna, senza dubbio, l’inizio, come il prof. Bandini ebbe, allora, a scrivere, di un nuovo capitolo nella storia di questa piccola ma civilissima comunità montana, non soltanto per la qualità delle opere stesse e degli artisti interessati, ma anche per le motivazioni e i significati che le hanno ispirate.”Infatti, tale iniziativa è legata alla storia del serg. John Murphy appartenente alla Xa Divisione da montagna della quinta armata americana che operò in questo settore della “LINEA GOTICA” sul finire della seconda guerra mondiale.A Lizzano Pistoiese, nel Gennaio del 1945, il serg. J. Murphy aveva trovato la sua vocazione sacerdotale e vi ritornò, nell’Agosto del 1985, per ringraziare  il parroco del tempo, Don Mario Frati di cui era stato ospite e, purtroppo, ormai, scomparso. L’occasione suggerì immediatamente  tutta una serie di iniziative concordate con le Autorità americane, dopo una  visita del sottoscritto alla CASA BIANCA nell’Ottobre del 1985, e  che, per l’interessamento del Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan e la partecipazione e collaborazione da parte di alte Autorità del Congresso, portarono alle giornate memorabili del 4 Giugno 1988 a Lizzano e a quella dell’8 Ottobre 1989 ad Washington.
Le opere del “GRUPPO DONATELLO”, fra le quali anche la “Conversione di Saulo”, scultura in bronzo di Marcello Tommasi che la Cassa di Risparmio di Firenze donò, nell’occasione, a questa Parrocchia e che ci vengono riproposte appassionatamente dall’arte fotografica  di Fernando Gori, contribuirono, senza dubbio, ad arricchire la manifestazione del 4 Giugno 1988 ed il suo particolare significato concentrato su temi vocazionali e di pace.
Inserite, però, in un contesto antichissimo di storia e di arte, ricorrendo proprio il 25 Febbraio del 1997 il “MILLENARIO” della esistenza ufficiale della Parrocchia, sembrarono di rilievo e specifiche non solo per abbellire ed arricchire questo paese ed il suo patrimonio artistico, ma anche per rivendicare a questa antichissima “PIEVANIA DI S.MARIA ASSUNTA”, madre delle Chiese dell’alta montagna pistoiese, un primato di onore e di nobiltà, dopo oltre mille anni di vita parrocchiale.

 Don Napoleone Toccafondi


 ELENCO DEGLI ARTISTI DEL GRUPPO DONATELLO CHE, NEL 1988, IN OCCASIONE DEL "MEMORIAL DAY", CONTRIBUIRONO, CON LE LORO OPERE, AD ARRICCHIRE ARTISTICAMENTE  IL PAESE.

                                                                   

1I   BANDELLI ENRICO    -       PITTORE-

2)-  BOBOLI MARCELLO    -       PITTORE

3) - BROGELLI FRANCO     -     PITTORE

4)       CAPINERI GIUSEPPE -      PITTORE

5)       CHELI VALERIO             PITTORE

 

6)       GRANCHI DELIO             SCULTORE

7)       LOPEZ RAFFAELLO     -     PITTORE

 

 

8)       PORCINAI SILVANO    -     SCULTORE

9)       SIGNORINI GIULIANA -      PITTRICE

 

 

 

10)   TOMMASI MARCELLO -      SCULTORE

 

 11) FRANCO  LASTRAIOLI-     PITTORE

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BREVI NOTE BIOGRAFICHE (con il tema dell''opera ed il suo significato)

1) BANDELLI ENRICO

E'' nato a Firenze nel 1941. Nella officina del padre che ripara macchine per la stampa litografica, riesce a mettere insieme un torchio litografico e si appassiona, mentre già disegna e dipinge, anche a questo mezzo espressi­vo. Tiene la sua prima personale a Firenze alla "Casa di Dante" presentato da Renzo Grazzini. Ha allestito oltre trenta mostre personali in città italiane. Ha esposto anche in America, in Australia, in Spagna ed in Giappone. Ha partecipato, su invito, alle più importanti rassegne d''arte nazionali ed internazionali. Tra le quali la X Quadriennale di Roma e la 23a ediz. del Premio del Fiorino. Oltre che in collezioni private, sue opere sono in raccolte pubbliche, fra le quali la Collezione Comunale d''Arte di Firenze, la Galleria d''Arte Moderna di Arezzo, la Pinacoteca di San Mommè, i Musei Nazionali d''Arte Moderna di Varsavia, Cracovia e Kielce.

-TITOLO DELL''OPERA: "V E R S O LA         L U C E"-

   L''evoluzione pittoricaDell’artista ( dal figurativo-naturalista alla pittura simbolica ) è tutta presente in questa opera nella quale la natura, le tragiche forma dei castagni sembra piegarsi a forme spirituali dense di luminosità trascendentali. 

 2)     BOBOLI MARCELLO

Nato a Firenze il 16 maggio 1943 dove opera e risiede in Via Pistelli. Pittore fiorentino, dove vive e lavora, diplomato alla scuola dell''Arte, propone esatti paesaggi nostrani e dove non manca certo di tecnica e anzi la tecnica è, diremmo, un elemento del suo far pittura per conseguire in apparente e voluta freddezza esecutiva, una tenue, ma non inudibile poesia per immagini e dove il talento creativo è il grande dominatore e guida all''atto operativo ben personalizzato.(ROMOLO DE MARTINO, La Nazione) Ha tenuto diverse personali, quali GADARTE,Sala Incontri di Settignano, Fiesole, San Casciano, Molino del Piano ed altre. Ha partecipato per invito a diverse collettive e rassegne nazionali conseguendo premi e riconoscenze della critica.

            -TITOLO DELL''OPERA: "I MESTIERI DELLA M O N T A G N A"-

 La tecnica dei murales, particolarmente congeniale all''artista gli consente di illustrare, per larghe compitare cromatiche, alcune scene di lavoro ormai desuete. L''esenzialità compositiva bene illustra la semplicità dell''ambiente ma anche la dura fatica dell''uomo nel suo stretto rapporto di amore-odio con la sua terra.

                   3)    BROGELLI FRANCO

Pittore fiorentino, vive ed opera in Firenze dove ha lo studio in via Q.Sella, 36. In questi ultimi anni ha partecipato sempre più attivamente alla vitaartistica nazionale, allestendo fino ad oggi 25 mostre personali, destando vivo interesse sia fra i collezionisti italiani ed esteri, sia fra i critici d''arte più accreditati quali M.Rizzoli del "Gazzettino di Padova", T.Paloscia de "La Nazione" di Firenze, M.Innocenti della RAI-TV italiana, G.Iori del "Resto del Carlino" di Bologna, C.Marsan, A.Del Buono ed altri. Ha partecipato a numerosissime collettive; oltre a premi e riconoscimenti è citato nelle più importanti pubblicazioni d''arte quali: Catalogo Naz. Bolaffi d''Arte Moderna, Annuario Comanducci, Settore Belle Arti 1987, ecc.

TITOLO DELL''OPERA: "VECCHI AMICI"-

 L''opera è ispirata dalla partecipazione dello stesso artista al gruppo dei combattenti della Folgore (Divisione Paracadutisti Nembo) alla guerra di liberazione, a fianco della Va Armata americana.

                   4)    CAPINERI GIUSEPPE

E'' nato a Firenze ). Proviene dalla grafica avendo lavorato per Case Editrici Americane e Tedesche. Ha frequentato la scuola di nudo presso l''Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida del Prof.Mannucci. Col primo premio ricevuto nel 1967 a Serravezza (Forte dei Marmi) inaugura una intensa carriera che lo vede partecipare alle maggiori rassegne artistiche nazionali, conseguendo numerosi altri premi ed ambiti riconoscimenti di critica e di pubblico. Fa parte di diverse associazioni culturali e artistiche fra cui il Gruppo Donatello, il Circolo Artistico della Società di Belle Arti di Firenze e l''Associazione italiana Acquerellisti di Milano. Le maggiori pubblicazioni d''Arte riportano le sue quotazioni e recensioni critiche. La nota rivista francese "Vogue" gli ha dedicato due pagine nel 1977 e 78 a seguito di due mostre personali tenute a Parigi.

                                       -TITOLO DELL''OPERA: "S I M B O L I   DELLA        GUERRA "-

 Simboli che ricordano la partecipazione delle Truppe U.S. e della guerra partigiana. L''elmetto americano, una volta mimetizzato per la guerra è ora coperto di fiori in ricordo di coloro che diedero la loro vita per la libertà e la democrazia.

                 5)   CHELI VALERIO

Nato a Firenze nel 1923, ha partecipato a innumerevoli collettive regionali, nazionali e personali, ottenendo svariati premi. Per molti anni ha fatto parte del Consiglio Società di Belle Arti. E'' iscritto all''Associazione Artisti Toscani, attualmente è V.Presidente del "Gruppo Donatello". Sue opere figurano in collezioni private in Italia, Stati Uniti, Austria, Germania e Nuova Zelanda. E'' inserito su: Catalogo Bolaffi, Artisti Toscani; il Quadrato; Comanducci.

                             -TITOLO DELL''OPERA: "G E N E S I"

 

 E'' di una indubbia originalità, il concetto che l''artista ci presenta come decorazione di un fonte battesimale. Una grande composizione di fiori, esplosio­ne della natura che rinasce ogni anno a nuova vita; al disopra si libra lo Spirito simbolo di pace in forma di colomba mentre in basso nel recipiente che serve di base alla composizione floreale, dei bagliori di luce preannunciano la croce di Cristo.

6)     GRANCHI DELIO

Nato a Sesto Fiorentino nel 1910 si diploma al Magistero d''Arte di Firenze e come altri suoi corregionali gode dell''insegnamento del grande Maestro Libero Andreotti. Opera in Firenze in via Degli Artisti, 8. Dotato di un particolare spirito di ricerca passa ben presto dalla iniziale tradizione classica ad una paziente personalità stilistica non trascurando di avvalersi in talune sue opere di materia inconsueta, come la terra refrattaria, capace di produrre effetti del tutto nuovi in piena armonia compositiva del soggetto. I lunghi anni dedicati dal maestro all''insegnamento presso diversi istituti d''arte gli impediscono una produzione particolarmente feconda. Ma nelle pur sempre numerose sculture, Granchi offre una serie di opere solo apparentemente di facile interpretazione dove il più assoluto rispetto della composizione incorpora incomparabile armonia di linee, e volumi e luci sia nella staticità del ritratto che nella plasticità del movimento. Dopo aver conseguito numerosi riconoscimenti alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia all''Accademia d''Italia e in numerose altre manifestazioni delle Arti e del Disegno ha donato anche alla Medaglistica il tocco magico della sua arte. Tra le più recenti sue opere in questo campo il ritratto del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, del maestro Vittorio Gui e dell''ultima serie dei Granduchi di Toscana che il''Circolo Numismatico "Alfa Cure" ha l''onore di presentare in occasione del suo XII Convegno Internazionale nel maggio del corrente anno.

                                 -TITOLO DELL''OPERA: "L''I N C O N T R O"-

 Noto scultore e medaglista, l''artista rappresenta in modo scarno ed essenziale, uno dei momenti più significativi di questa guerra: l''incontro fra un soldato (JOHN MURPHY) con il Cristo. Avrà così inizio un cammino che condurrà il soldato divenuto sacerdote cattolico dai campi di guerra alle grandi realizzazioni di pace in Terra d''America.

7)        LOPEZ RAFFAELLO

 

 

 

Nato a Livorno, vive e lavora a Firenze con studio in viale Milton,49,dove ha conseguito la maturità artistica e frequentato l''Accademia di Belle Arti. E'' stato presente in numerose collettive nazionali ed estere ed ha allestito molte mostre personali a Firenze, Piacenza, Roma, Napoli, Genova, Nizza, Biarritz e Parigi, dove ha soggiornato a lungo partecipando alle rassegne di Deauville e Cannes. Hanno scritto sul suo lavoro, P.Bargellini, L.Bruni, G.Golini, R.Coppini, V.Corti, Dawson, V.Masiani, M.Miiet, A.Nocentini e T.Raloscia.

 

                                            -TITOLO DELL''OPERA"FREEDOM FROM FEAR"-

 La venuta degli "Alleati" ha contribuito a liberare l''Italia da ogni forma di paura (—morte, fame, violenza...) derivante dalle dittature del fascismo e del nazismo.

8)    SILVANO PORCINAI

 

 

Nato a Grassina (Firenze) nel 1950. Ha frequentato l''Istituto d''Arte di Firenze diplomandosi nel 1969. E'' insegnante di discipline plastiche presso il Liceo Artistico di Grosseto. Da alcuni anni è membro del "Gruppo Donatello". Sue opere si trovano in collezioni private in Italia e Svizzera. Vive a Grassina (Fi) in via S.Martino,19.

                                                      -TITOLO DELL''OPERA: "A N N U N C I A Z I O N E"

 La splendida composizione plastica concepita alla maniera rinascimentale all''interno di una "mandorla" sottolinea il movimento ascenjionale della Vergine che protende tutto il suo essere verso il messaggero divino. Ma il messaggio pare estendersi all''intorno coinvolgendo in un dialogo trascenden­tale l''intera comunità.

                           9)    SIGNORINI GIULIANA

 

Ha frequentato, adolescente, lo studio dello scultore prof.Cleto Lapi di Pistoia, sua città natale, dove apprendeva le varie tecniche utili per la costruzione di una scultura, dal disegno sino alla fusione in bronzo. Ha frequentato per molti anni la scuola libera del Nudo dell’Accademia delle Belle Arti di Firenze.  E'' andata sempre alla ricerca di un''ampia gamma di forme espressive, dall''acquaforte alla pittura murale, alla terracotta, impegnandosi talora anche in originali performances. La più recente espressione artistica è tutta concentrata nel colore, che si muove in vortici tentacolari, pronti a risucchiare e portare in onirici mondi, fatti di una complessità emozionale, che si esalta e si struttura nella plasticità dello spazio. Fa parte dei maggiori gruppi artistici fiorentini. Ha ricevuto vari premi e  riconoscimenti. Sue opere figurano presso enti pubblici e privati. La sua più recente "personale" si è tenuta nell''anno 1987 presso il Palazzo dei Vescovi di Pistoia. Vive ed opera in Firenze, Viale Ugo Oietti, n.37.

 

 

                                                        Titolo dell’Opera: “ FREMITI DI GUERRA NEL BOSCO”

 

Un fremito di guerra e di distruzione si abbattè anche nella natura che circonda Lizzano P.se; il bosco la vide e la subì. L''opera intende mostrare attraverso i colori e la tecnica pittorica i momenti drammatici vissuti dall''ambiente, ma una luce chiara sul fondo è presagio di vita futura.

 

 

                            10) TOMMASI MARCELLO

E'' nato a Pietrasanta (LU) nel 1923 è laureato in lettere (Storia dell''Arte); è accademico dell''Arte e del Disegno di Firenze. Sue opere si trovano nelle Gallerie d''Arte Moderna di Firenze, Piacenza, Barcellona, Monovar, Malaga, nel Museo di Scultura di Caprese-Michelangiolo e nella Galleria d''Arte Moderna del  Vaticano. Inoltre sue opere si trovano in P.zza Leon Blun a Parigi (alto rilievo - La Libertà - che forma una fontana); nella Chiesa di S.M.Maddalena de'' Pazzi, in P.zza della Libertà a Firenze, nel Duomo di Pietrasanta e in S.Giovanni in Laterano a Roma. Vive e lavora a Firenze, via della Pergola,57.

                    -TITOLO DELL''OPERA: "L A CONVERSIONE DI SAULO"-

 

 La drammaticità dellla composizione concepita dall''artista conferma la plastici­tà di un''opera che non ha bisogno di commenti in quanto si colloca nella serie di una attività di livello mondiale degna dei grandi maestri fiorentini per i quali messaggio spirituale e "pathos" inteso come sofferenza umana e religiosa, si fondono nella più pura tradizione. La prevista collocazione dell''opera, decentrata in rapporto alla piazza ed alla quinta frontale della geometrica chiesetta rinascimentale, tende a sottolineare il dramma dell''uomo chiamato ad una grande missione.

11) FRANCO LASTRAIOLI

 

 

 Nato a Firenze il 25 novembre 1931. E'' stato, nel 1961, tra i fondatori del «Gruppo dei Nove» di Firenze: ha fatto parte poi del «Gruppo 70». Insegna al Liceo Artistico Firenze P. Le opere si trovano nel: Museo Sperimentale d''Arte Contemporanea Torino, Galleria d''Arte Mo­derna Palazzo Pitti, Firenze, Pinacoteca Comunale, Monza, Museo della Biennale del Muro Dipinto, Dozza, Palazzo della Prefettura, Firenze, Galleria d''Arte Moderna, Roma, Galleria d'' Arte Moderna, Capo d''Orlando. Hanno scritto di lui: M. Campana, U. Baldini, M. Novi, F. Manescalchi, E. lattes, C. Marsan, L.V. Masini, G.C. Oli, G. Benignetti, T. Toniato, Haris, R. Righelli, Paloscia, P. Rizzi, E. Sirello, E. Balestrieri, G. Beringheli, P.L. Donati, R. Chini, E. Fezzi, E. Mastrolonardo, G. Politi, G. Ghepes, L. Lambertini, R. Margonari, E. Gianotti, D. Masini, F. Passoni, D. Buzzati, P. Zanchi, M. Portalupi, D. Villani, G. Kaisserlian, P. Fiori, C. Munari, P. Castellucci, G.C. Caldini, E. Miccini, L Pignotti, A. Bueno, D. Pasquali, U. Ba­rlozzetti, A. Formez, G. Morrocchi, Pierre Roller, F. S''Ami, E. Mucci.

TITOLO DELL''OPERA: "UN GIORNO E UNA STORIA"

Le sue opere rappresentano un mondo surreale in cui le architetture di sogno hanno un apparente non senso, ma il messaggio risulta sempre decifrabile come nel dipinto murale dal titolo "Un giorno e una storia". E'', appunto, la storia di un soldato americano fattosi sacerdo­te, attratto da una forza e da una voce superiore. Li, nella Chiesetta di Lizzano, fra rumori e frastuoni di guerra.

 

 

ALTRI ARTISTI SI AGGIUNSERO, NEGLI ANNI      SUCCESSIVI, CON ALTRI MURALI,  SU TEMI DIVERSI, PER MERITO DEI CONIUGI TONDINELLI GIANCARLO E ANNAPAOLA LORI, CHE ISTITUIRONO ANCHE UNA "ASSOCIAZIONE" DEGLI AMICI DEI MURALI PER LA CONSERVAZIONE E LA MEMORIA STORICA DI TALE INIZIATIVA.

 

 

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