I°SENTIERO DELLA PACE 

IL SECRETARIO GENERALE DELL'F.M.S,  DOTT. EGIDIO FURLAN,  SULLA PUBBLICAZIONE   "L'ALPINO" , PRESENTAVA  LA REALIZZAZIONE DEL "I° SENTIERO DELLA PACE", IN LOCALITA' "BUTALE" SOPRA  SPIGNANA, CON L'ARTICOLO  SOTTORIPORTATO:

 A RICORDO DELLE BATTAGLIE DELLA 22 GUERRA MONDIALE

Sul tormentato Appennino

il "Sentiero della Pace"

 attesi folti gruppi di rteduci americani e tedeschi

di Egidio Furlan

Nel corso del 1 Raduno internazionale, tenutosi a Vail nel Colorado, nel settembre del 1989, i veterani della X Mountain Division gettarono i semi di un'iniziativa, che trovò l'imme­diata approvazione degli altri membri della Federazione Inter­nazionale dei Soldati della Montagna. Si trattava di concreta­re, in maniera consona agli associati dell'IFMS, quei senti­menti di fratellanza ed amicizia, che travalicano qualsiasi bar­riera dovuta a confini nazionali, a differenze di razza, lingua o religione, e che sono alla base dello Statuto della Federazione. Per gli statunitensi, abituati da molti anni a venire in Italia in primavera per portare il loro deferente omaggio ai commili­toni che combatterono sull'Appennino e lì furono sepolti, il luogo ideale per tracciare una via che ricordasse la loro pre­senza in quei luoghi durante la 2° guerra mondiale e insieme mettesse in risalto i nuovi sentimenti di pace che animano i loro rapporti con i tedeschi, il luogo ideale ripeto — non poteva che trovarsi sull'Appennino tosco-emiliano. Erano di­sposti a venire, a suggellare con una stretta dì mano la loro disponibilità verso i nemici di un tempo, a percorrere con emozione quei sentieri che li videro in armi, che furono teatro di sacrifici, di sangue e di dolore. Lo scrivente, che all'epoca era segretario generale del­l'FMS, e Caldini, sempre attento alle tematiche della Federa­zione, promisero di occuparsi della realizzazione del progetto del «Sentiero della Pace», tanto più che l'A.N.A. sia per la sua organizzazione interna sia per il notevole peso dei suoi oltre 300 mila soci, non poteva non assumersi l'impegno di portare a buon fine l'iniziativa. Si trattava, tuttavia, di un vasto lavoro da svolgersi colletti­vamente, dopo aver sollecitato la collaborazione dei comuni, delle comunità montane e dei gruppi alpini della zona. Quel tratto di Appennino rientra nella giurisdizione delle province di Pistoia, Modena e Bologna; ma i gruppi interessati com­prendono anche la sezione di Firenze. Presi i primi contatti, fu subito evidente la buona volontà, anzi l'entusiasmo dì tutti nel mettersi a disposizione per i più importanti lavori: ristrutturazione dei sentieri già esistenti, se­gnaletica (in accordo con il C .A. L), posa in opera di targhe in bronzo da apporre all'inizio ed alla fine del sentiero, recanti la scritta «A ricordo dei sacrifici di tutti coloro che negli anni 1944-1945 combatterono su questi monti». I gruppi di Pistoia, di S, Marcello Pistoiese, di Lizzano Belvedere, di Cutigliano e di Fanano si impegnarono anche per i necessari contatti con la forestale e con il C.A.I. 
Entusiastica anche l'adesione del par­roco della Pieve di Spignana, don Napoleone Toccafondi, amico di lunga data degli americani, che visitano periodica­mente quei luoghi. Il sentiero verrà inaugurato il 30 maggio: partirà da Spi­gnana, dove verrà celebrata una messa, e, snodandosi fra bo­schi di faggi e querce, in una natura ancora incontaminata, toccherà i laghetti di Scaffaiolo e Pratìgnano, concludendosi in questa località dopo 4 ore o poco più di scarpinata. Per chi non volesse o potesse farsi la passeggiata, esiste la possibilità di recarsi dal luogo di partenza all'arrivo, percorrendo strade diverse con macchine private o piccoli pullman. Sulla venuta di un folto gruppo di americani non esistono dubbi, dal momento che l'idea iniziale è stata loro e che essi conoscono bene questi luoghi, non solo per averci combattuto, ma anche per la regolarità delle loro visite sul posto, dalla fine della guerra a oggi. Ma anche i tedeschi hanno dato la loro adesione, assicurando una partecipazione numerosa, formata dai membri del Kameradenkreis, l'Associazione simile all'A­.N.A. che riunisce i reduci di guerra; alcuni di questi hanno combattuto proprio in zona e sono lIeti di poter incontrare gli statunitensi, oramai amici e non più avversari. Alla luce degli ultimi avvenimenti bellici e della recente conclusione della guerra nel Golfo, l'inaugurazione del «Sen­tiero della Pace» assume ancor più rilevanza, perché vuole (sia pur modestamente) additare una possibilità per creare questo clima, invitando a sentimenti di comprensione recipro­ca e di amicizia.

SPIGNANA-BUTALE 30 MAGGIO 1991: REDUCI AMERICANI E TEDESCHI SUL SENTIERO DELLA PACE
IL PRESIDENTE CAPRIOLI AL TAGLIO DEL NASTRO

   LIZZANO PER UN IMPEGNO DI PACE

(dal Settimanale Diocesano “VITA CATTOLICA”-)

Lizzano Pistoiese:un ridente paesino montano che si affaccia al sole sul pendio della Lima,a ridosso della grande catena appenninica,dominata dalla inconfondibile figura del "Libro Aperto".Sabato 4 GIUGNO sarà protagonista di una iniziativa di pace fiorita dal ricordo dalle sofferenze dell'ultima guerra che,su questi monti,sostò a lungo con le sue cupe immagini di distruzione e di morte. Dall'Autunno del 1944 alla Primavera del 1945,nelle brume dell'Autunno e nel rigore dell'Inverno,i soldati dei due eserciti contrapposti,schierati lungo i tornanti di un'immaginaria "Linea Gotica" quassù vissero le loro speranze,trascorsero l'ultimo Natale di guerra,sognarono i loro paesi e i volti dei loro cari. A distanza di tanti anni,decantati dal tempo e dal filtro della coscienza i sentimenti di inimicizia e di contesa,cosi noi amiamo rievocare una pagina triste della storia,unendo idealmente insieme, come se non ci fossero vinti e vincitori,tutti coloro che sui nostri monti soffrirono morirono per la pace del mondo e la fraternità dei popoli. E' in questa visione trasognata e disincantata che va a collocarsi la suggestiva vicenda del sergente americano JOHN MURPHY che a Lizzano sostò insieme ai commilitoni della X° Divisione di Montagna della V° Armata delle truppe alleate. Nel silenzio della chiesetta, nei colloqui col parroco,nel calore di un ritrovato affetto,a Lizzano nacque il primo impulso della sua vocazione sacerdotale. Ora,l'anziano John,sacerdote e monsignore,ritorna con 400 reduci della stessa Divisione sui monti della sua giovinezza,non per una rievocazione di guerra,ma per un impegno di pace. Nell'organizzare questo incontro,la comunità montana pistoiese,e in particolare,la componente cristiana di essa, questo intento di amicizia e di fraternità vuole sottolineare promuovere. Sotto l'urgenza di nuove minacce,la coscienza dei popoli è andata gradualmente maturando negli ultimi decenni una maggiore sensibilità nei riguardi della pace.Anche se difficile a costruirsi e a mantenersi,la pace è al vertice delle aspirazioni dell'intera umanità. A questo desiderio profondo e irrefrenabile ha dato voce Paolo VI° nel suo famoso intervento all'ONU, "Jamais la guerre!" ("mai più la guerra!"), e forma concreta l'ultimo insegnamento sociale della Chiesa. La riflessione della comunità cristiana,che si colloca al di sopra dei blocchi e delle divisioni,merita attenta considerazione da parte di tutti gli uomini di buona volontà. La pace non è semplice assenza di guerra e nemmeno equilibrio di forze opposte e contrastanti:essa è l'opera della giustizia,della solidarietà della verità,della libertà. Volere sinceramente la pace significa lavorare intensamen­te perché questi valori si diffondano e si affermino dovunque. Altrimenti l'invocazio­ne alla pace diventa inutile,retorica,forse strumentale. L'attenzione in questo momento è sopratutto rivolta ai paesi del Terzo Mondo che soffrono una situazione di ingiustizia e di miseria a causa dell'egoismo e dello spreco del NORD ricco e opulento. Lo sviluppo e il nuovo nome della pace,è stato ripetuto con forza:un programma di lavoro e insieme un ammonimento.  Il raduno di Lizzano è dunque impegnati­vo. Tornando sul luoghi di guerra,i reduci vivranno certamente momenti di intensa _commozione per i ricordi lontani,i sacrifici trascorsi,le assenze dolorose e anche per i pericoli scampati. Ma con l'affetto della nostra gente,essi ritroveranno una parte della loro giovinezza. La parte migliore,che giace al fondo di ogni uomo,specialmente di coloro che sono stati affinati dalla sofferenza e dalla paura. A loro l'augurio di tutti;per loro la preghiera della comunità cristiana che si stringe con particolare simpatia intorno a Mons. Murphy. Perché cresca la fraternità, l’amore e l’amicizia fra i popoli.

                                     Mons. Giordano Frosini-
                                   ( Vicario Generale della Diocesi di Pistoia)

 

LIZZANO FOR A COMMITMENT TO PEACE

LIZZANO PISTOIESE: a tranquil mountain village facing the sun on the slope rising above La Lima. It lies in the shelter of the great  appenine  chain dominated  by the unique "Open Book".  Saturday, june 4," Lizzano will host a peace initiatìve  nurtered by the memory of the suffering of the last world war; a war which sumed never-ending a war which still evokes the dark images of destruction and death. From the dark autumn of 1944 through the rigours of winter, until the spring Line 1945, the soldiers of opposing sides fought along the imaginary "GOTHIC  LINE". This is where they passed their last war-time Christmas, living out their hopes and dreaming of their homes and loved ones.
Now, after many years, decanted by hostilities, we have re-evoked a sac page in history in the hope of uniting, as if there were no winners and losers, all these who here on these mountains suffered and died in the name of peace and fraternity. It is here that Sergeant John Murphy stopped with his fellow-soldiers of the allied troops 10" Mountain Division of the 5 Army. Here, in Lizzano, in the silence of the church, in his conversation with the parish priest, it the warmth of an affectionate reception, Monsignor Murphy felt his first calling to the church. Now, John, Priest and Monsignor, together with 250 survivors of his division, has returned to the mountains of his youth. He has returned not to recall the war but to piedge bis commitment to peace. It is with this intention towards peace and brotherhood that the Pistoiese Mountain Community, in particular, the christian component, has organized this encounter. Suffering from new threats in these past years, the consciousness of the people has gradually moved towards a greater sensitivi­ty and a greater need for peace. Peace, though difficult to build and maintain, is the highest ambition of all humanity. Paolo VI° gave woice to this deep desire in his United Nations Intervention "Jamais La Guerre!" (war never again). Thus cementing the latest social teachings of the church. The reflections of the Christian Church, (which can be consìdered well above blocks and divisions) deserve concerned reflection by all men of good faith. Peace is not simply absence of war, no is it the balance of opposing forces. Peace Is the work of justice, of joint responsabili­ty  of truth and liberty. Only by workìng so that these values can be diffused and affirmed. Can peace be obtained; desiring peace is not enough. Otherwise, this calling for peace becomes useless, rhetorical, perhaps even Instrumental. Now, particular attention is being paid to the third world countries which suffer the injustice and misery caused by the egoism of the rich and opulent north. Development and the new name of peace have been forcefully repeated: a working program and a warning. This meeting in Lizzano is thus demanding. The soldiers returning here will certainly me moved by sacrifices once made, comrade in arms now gone, and dangers then avoided and many other past memories. But with the affection of our people, they will also remember that part of their youth, the best part, which lies in the heart of every man, and is especially sharpened by suffering and fear. To them, our best wishes from all of us. And for them, and Monsignor Murphy a prayer and warm embrace. Oranks brotherhood, faith and love among men of all nations.  

                    

  MONSIGNOR GIORDANO FROSINI

                                GENERAL VICAR OF THE PISTOIA DIOCESE

 

 30  MAGGIO  1991

INAUGURAZIONE E DISCORSO COMMEMORATIVO  DI SALUTO DI DON NAPOLEONE TOCCAFONDI PARROCO DI LIZZANO PISTOIESE E DI SPIGNANA.

RIVOLGO IL MIO SALUTO E QUELLO DELLE COMUNITÀ' DI LIZZANO E SPIGNANA ANCHE A NOME DI MONS.VESCOVO,SIMONE SCATIZZI, A TUTTE LE AUTORITÀ' PRESENTI E AI VETERANI DI GUERRA, AMERICANI E TEDESCHI. ANCHE MONS.MURPHY,IMPEDITO PER MOTIVI DI SALUTE,SI UNISCE A ME IN. QUESTO SALUTO. GIÀ' SERGENTE DELLA XA DIVISIONE DA MONTAGNA AMERICANA, LA SUA STORIA PERSONALE ARRICCHISCE IL SIGNIFICATO DI QUESTA KAMIFESTAZIONE CHE FA' SEGUITO A QUELLE TENUTE A LIZZANO IL 4 GIUGNO 1988 E AD WASHINGTON L'8 OTTOBRE 1989. RICORDAMMO, ALLORA,NON SOLO IL SACRIFICIO DI TUTTI COLORO CHE COMBATTERONO SULLA LINEA GOTICA,MA ANCHE LA SCELTA DI VERA PACE FATTA DA QUESTO SERGENTE, ACCETTANDO LA VOCAZIONE SACERDOTALE MATURATA PROPRIO DURANTE LA SOSTA DEL SUO REGGIMENTO A LIZZANO PISTOIESE NEL GENNAIO DEL 1945. LA SENSIBILITÀ'DELL'ALLORA PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DELLA XA DIVISIONE,EVANS,CHE, INSIEME ALL'ATTUALE PRESIDENTE ARTHUR MUSCHLER PRESE PARTE ATTIVAMENTE A QUELLE MANIFESTAZIONI CON NUMEROSI REDUCI DI GUERRA, SIA A LIZZANO SIA AD WASHINGTON,LA PERFETTA ORGANIZZAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI E DELLA FEDERAZIONE INTERNAZIONALE DEI SOLDATI DI MONTAGNA,LA FATTIVA OPERA DELLE SEZIONI LOCALI E REGIONALI,SOPRATUTTO DI QUELLE DI CUTIGLIANO E S.MARCELLO SPINTE DALL'ATTIVISMO INSTANCABILE DEL GENERALE DOTT.LUIGI CALDINI,HA CONSENTITO LA REALIZZAZIONE DI QUESTA ULTERIORE INIZIATIVA DI PACE.SONO MOLTO ONORATO E COMMOSSO DI CELEBRARE ANCORA QUESTA S MESSA PER TUTTI I CADUTI, UNENDO AL LORO SACRIFICIO QUELLO DI TUTTE LE VITTIME DELLE POPOLAZIONI INVESTITE DALLA FURIA DELLA GUERRA.RINGRAZIO IL COMUNE DI S.MARCELLO QUI` RAPPRESENTATO DAL SINDACO,VIRGILIO VOGESI E DAL VICE SINDACO LUIGI BARTOLI,PER LA DISPONIBILITA INCONDIZIONATA MANIFESTATA ANCHE IN QUESTA CIRCOSTANZA COME GIA'* NELLA MANIFESTAZIONE DEL 4 GIUGNO 1988. FU PROPRIO IN QUELLA OCCASIONE,CHE L'ALLORA AMBASCIATORE DEGLI STATI UNITI, MAXWELL RAAB,EBBE A SCRIVERMI . QUESTE PAROLE:"LE CELEBRAZIOMI I COMMEMORATIVE CHE ELLA STA' PREPARANDO SONO,A MIO GIUDIZIO,IL MODO PIU' ALTO DI COSTRUIRE LA PACE,PERCHE' FANNO APPELLO AI SENTIMENTI MIGLIORI DEGLI UOMINI,FAVORENDONE LA COMPRENSIONE' E LA STIMA RECIPROCHE E GETTANDO QUINDI LE BASI PER AMICIZIE DURATURE CHE NON POTRANNO NON PORTARE EFFETTI BENEFICI PER LE GENERAZIONI FUTURE". SONO CONVINTO CHE,SOPRATTUTTO, QUESTA MANIFESTAZIONE VA A COLLOCARSI IN QUELLO SPIRITO AUSPICATO DALL'ILLUSTRE AMBASCIATORE. DALL'AUTUNNO DEL 1944 ALLA PRIMAVERA DEL 1945, NELLE BRUME DELL'AUTUNNO E NEL RIGORE DELL'INVERNO, I SOLDATI DEI DUE ESERCITI CONTRAPPOSTI, SCHIERATI LUNGO I TORNANTI DI UN'IMMAGINARIA LINEA GOTICA, QUASSU° VISSERO LE LORO SPERANZE, TRASCORSERO L'ULTIMO NATALE DI GUERRA, SOGNARONO I LORO PAESI, I VOLTI DEI LORO CARI. A DISTANZA DI TANTI ANNI, DECANTATI DAL TEMPO E DAL FILTRO DELLA COSCIENZA I SENTIMENTI DI ODIO E DELLA. CONTESA, COSI' NOI AMIAMO RIEVOCARE UNA PAGINA TRISTE DELLA STORIA,RIPERCORRENDO GLI STESSI SENTIERI. DI ALLORA, UNENDO IDEALMENTE, COME SE NON CI FOSSERO NE' VINTI NE' VINCITORI, TUTTI COLORO, ANCHE LE VITTIME CIVILI, CHE. SUI NOSTRI MONTI SOFFRIRONO E MORIRONO PER LA PACE DEL MONDO E LA FRATERNITA' DEI POPOLI. SIAMO QUI', PERCIO', NON PER UNA RIEVOCAZIONE DI GUERRA, MA-PER UN IMPEGNO DI PACE. SOTTO L"URGENZA DI NUOVE MINACCE,LA COSCIENZA DEI POPOLI E'ANDATA, VIA VIA, MATURANDO, NEGLI ULTIMI DECENNI, UNA MAGGIORE SENSIBILITAI NEI RIGUARDI DELLA PACE. LA PACE E' AL VERTICE DELLE ASPIRAZIONI DELL'INTERA UMANITA', ANCHE SE DIFFICILE A COSTRUIRSI E A MANTENERSI. NOI CI INCAMMINIAMO,INSIEME, VINCITORI E VINTI, SUL SENTIERO DELLA PACE, PERCHE' NON CREDIAMO PIU' CHE ESISTANO, IN UNA SCENA DI GUERRA, DEI VINCITORI E DEI VINTI. IL PIANTO DELLE MADRI E LE LAPIDI DEI SOLDATI MORTI,UNITO A QUELLO DEI FAMILIARI DI TUTTE LE VITTIME INNOCENTI, RICORDANO A TUTTI CHE LA GUERRA NON POTRA' AVERE MAI NE'VINCITORI NE’ VINTI. CHI HA VISTO IL FIGLIO O IL FRATELLO O IL PADRE O LA MADRE MORIRE MAI POTRA' DIRSI VINCITORE. GUARDIAMO PURE DA QUESTI MONTI I MILIONI DI MORTI DISSEMINATI LUNGO IL CAMMINO DI TUTTE LE GUERRE. ESSI VIVONO. TUTTI INSIEME SONO FINALMENTE NELLA PACE VERA. QUELLO CHE IN VITA NON HANNO SAPUTO FARE E’ LA MORTE CHE LO HA FATTO:ACCUMULARE INSIEME UOMINI DI OGNI RAZZA,DI OGNI COLORE,DI OGNI RELIGIONE,DI OGNI NAZIONE. VINCITORI E VINTI. SU QUESTI MONTI, PER UN ATTIMO, FERMIAMOCI IN SILENZIO. ASCOLTIAMO LA VOCE CHE VIENE DALLA PACE DI QUESTE MONTAGNE. E' LA VOCE CHE RIECHEGGIA ANCHE L'INSEGNAMENTO DELLA CHIESA UNIVERSALE, NELLA SUA FORMA CONCRETA: "MAI PIU' LA GUERRA", "LA GUERRA E' UN'AVVENTURA SENZA RITORNO", CON LE PAROLE ACCORATE E INSISTENTI DEGLI ULTIMI PONTEFICI. QUESTO RADUNO E' CERTAMENTE IMPEGNATIVO PER TUTTI,MA IN PARTICOLARE PER VOI REDUCI DI GUERRA CHE TORNATE,DOPO 45 ANNI, A RIPERCORRERE GLI IMPERVI SENTIERI DI ALLORA. VOI ORA VIVETE CERTAMENTE MOMENTI DI INTENSA COMMOZIONE PER I RICORDI LONTANI,I SACRIFICI TRASCORSI, LE ASSENZE DOLOROSE E I PERICOLI SCAMPATI. MA CON L'AFFETTO DI TUTTI NOI VOI RITROVATE ANCHE UNA PARTE DELLA VOSTRA GIOVINEZZA,LA PARTE MIGLIORE CHE GIACE AL FONDO DI OGNI UOMO SPECIALMENTE DI COLORO CHE SONO STATI AFFINATI DALLA SOFFERENZA E DALLA PAURA. VOI ORA SIETE UOMINI DI PACE, NON PIU' DI GUERRA. MARCIANDO INSIEME, ANCHE SOLO IDEALMENTE, AI NEMICI DI IERI,VI INCAMMINATE SUL SENTIERO DELLA PACE,UNENDO FRA LORO NON SOLO DUE PUNTI GEOGRAFICI DELLA STORICA LINEA GOTICA, LIZZANO PISTOIESE E LIZZANO BELVEDERE;MA,ABBATTENDO IL DIAFRAMMA DELL'ODIO,VOI LANCIATE,CON QUESTO SENTIERO,COME UN ARCOBALENO DI PACE, DOPO LA TEMPESTA, PER TUTTI I POPOLI DELLA TERRA. 

                                                  

Cippo commemorativo all'inizio del "Sentiero" dedicato a Tutti i "CADUTI : Santa Messa  e Cippo commemorativo all'inizio del "Sentiero" dedicato a Tutti i "CADUTI"

Fu all'indomani della manifestazione di Washington, il giorno 9 Ottobre 1989, che il gen. Ugh. Evans, al parroco e a tutti gli altri cittadini di Lizzano e Spignana convenuti con lui in America, fece l'annuncio di un'altra particolare iniziativa: la realizzazione di un "Sentiero della Pace" che unisse, idealmente, il lato Nord al lato Sud della Linea Gotica. In pratica si trattava di collegare, con un tracciato simbolico, Lizzano Belvedere a Lizzano Pistoiese ". La realizzazione era affidata alla "Federazione Internazionale delle Truppe di Montagna". L'inaugurazione del monumento, all'inizio del "SENTIERO", con la celebrazione della Santa Messa da parte del Parroco di Lizzano, insieme col Pievano di Cutigliano, Don Luciano Bardi, avvenne, in località "BUTALE", il giorno 30 Maggio 1991 e vi presero parte, oltre a  circa 400 i veterani di guerra della Xa Divisione americana, anche 40 reduci di guerra tedeschi che quì avevano combattuto, nonchè i rappresentanti delle altre "Associazioni" combattentistiche Europee, il Presidente della "Associazione Nazionale Alpini d'Italia", Vittorio Caprioli, il gen. Luigi Caldini, l'Addetto Militare in Italia presso l'Ambasciata Tedesca a Roma, la Banda Militare dei Carabinieri di Firenze, Gruppi dell'Associazione Alpini d'Italia, un gran numero di cittadini da tutta la Montagna Pistoiese.

Lizzano Pistoiese. BUTALE: 30 Maggio 1991 : Santa Messa per tutti I CADUTI americani e tedeschi con la partecipazione di numerosi "REDUCI" che avevano combattuto sulla "LINEA GOTICA"

 L'abbraccio fraterno, al momento della Comunione, fra vecchi soldati piangenti che in questi luoghi si erano odiati ed avevano combattuto, metteva in risalto il significato della manifestazione con Le parole  del celebrante.

"......Sono i nostri morti per i quali, ora, viene celebrata questa S. Messa che ci invitano a guardare alla pace, in una prospettiva cristiana. Essi, tutti insieme, sono ora nella vera Pace. Quello che in vita non hanno saputo fare è la morte che lo ha fatto: accumulare insieme uomini di ogni razza, di ogni colore, di ogni religione, di ogni Nazione, vincitori e vinti. Voi nemici di ieri, non più uomini di guerra, ma uomini di pace, marcerete, oggi, per unire fra loro, non solo due punti geografici della famosa Linea Gotica, Lizzano Pistoiese e Lizzano Belvedere; ma, abbattendo il diaframma dell'odio, con questo "SENTIERO", voi lancerete come un arcobaleno di pace, dopo la tempesta, per tutti i popoli della terra.".

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(DALLA RIVISTA "L'ALPINO"  )         

RIATTRAVERSATI I LUOGHI DELLE BATTAGLIE

   SULLA LINEA GOTICA

UNITI SUL SENIERO DELLA PACE I NEMICI DI CINQUANTA ANNI FA

        Inaugurato Giovedì 30 Maggio 1991 sull’Appennino Tosco-Emiliano il primo itinerario  della Federazione Internazionale Soldati di Montagna.

 

“Voi ora siete uomini di pace, non più di guerra: marciando insieme anche solo idealmente ai nemici di ieri, voi vi incamminate sul Sentiero della Pace(…) Abbattendo il diaframma dell’odio, voi lanciate con questo sentiero come un arcobaleno di pace dopo la tempesta per tutti i popoli della terra.” Con queste parole don Napoleone Toccafondi, parroco di Spignana e Lizzano Pistoiese, ha salutato i reduci della Decima Divisione da Montagna degli Stati Uniti, giunti sull’Appennino Tosco-Emiliano per l’inaugurazione del primo sentiero Internazionale della Pace, proposto da loro stessi un paio di anni fa e realizzato grazie all’impegno delle sezioni di Firenze, Bologna e Modena dell’Associazione Nazionale Alpini. Ma la mattina di Giovedì 30 Maggio 1991 al podere del Butale, ad assistere alla Messa al campo che ha preceduto l'inaugurazio­ne dell'itinerario, non c'erano soltanto ve­terani italiani e americani: erano infatti pre­senti anche le altre delegazioni dell'interna-tional Federation Mountain Soldiers (IFMS), la federazione internazionale delle truppe da montagna in congedo della quale fan­no parte anche tedeschi, francesi, austria­ci e giapponesi. Solo questi ultimi erano —comprensibilmente — assenti, ma comunque rappresentati dalla bandiera del Sol Levante e dal loro simbolo, affidati ad una pattuglia bergamasca. I popoli, ieri nemici, quindi, sì sono ritrovati per ripercorrere assieme i sentieri lungo i quali alcuni dei presenti — almeno quelli della «De­cima», appunto — avevano real­mente combattu­to. E non c'era più alcun senti­mento di vittoria o di sconfitta, perché come ha ribadito il presi­dente nazionale dell'ANA Leo­nardo Caprioli al termine della celebrazione eu­caristica, ripren­dendo altre pa­role già espresse durante l'omelia da don Toccafondi, «quando si combatte gli uni contro gli altri non ci sono né vincitori né vinti, ma ci sono soltanto dei perdenti. Ci sono dei perdenti perché quando un uomo riesce ad uccidere un altro uomo, quando un uomo riesce a dimenticare quei sentimenti per i qua­li siamo nati non si può mai essere dei vin­citori, si è sempre e soltanto dei perdenti». «Oggi — ha proseguito — uomini che 45 anni fa su queste terre si sono uccisi, uomi­ni che su queste terre forse si sono odiati, ammesso che l'odio possa far parte dei no­stri sentimenti, si stringono finalmente la ma­no», mentre un vento «che profuma di li­bertà e di pace, dall'anno scorso sembra spi­rare finalmente sull'Europa, dove son crol­lati i muri, dove popoli prima divisi si sono riuniti». Successivamente, è stata scoperta e benedetta la lapide situata all'inizio del sentiero, do­podiché gli alpini in congedo dei diversi Pae­si rappresentati hanno preso a percorrerlo, sa­lendo fino al Lago Scaffaiolo dove hanno so­stato, presso il Rifugio Duca degli Ahruzzi, per un meritato ristoro. La discesa al Lago Pratignano (dove ha avuto luogo la benedi­zione di un'altra lapide uguale alla preceden­te, ad opera del parroco di Fanano) è stata ac­compagnata dalla pioggia (immancabile, ha notato qualcuno, in ogni vera uscita degli al­pini), ma poi il tempo si è rimesso consenten­do al gruppo alpini di Lizzano in Belvedere di festeggiare in serata, nella piazza della vi­cina frazione di Vidiciatico, i reduci america­ni della «Decima». I festeggiamenti si sono protratti anche nei giorni successivi con altre manifestazioni. Non possiamo non ricordare, tra i più attivi organizzatori dell'iniziativa, il lizzanese Fran­co Torri, mae­stro dei corsi di fondo organiz­zati dallo Sci-CAI Firenze. Dobbiamo a lui l'invito all'inau­gurazione e an­cora una volta lo ringraziamo di cuore, anche per averci offerto la possibilità di descrivere l’iniziativa dell’IFMS attraverso queste pagine e di metterla così a conoscenza di tutti i nostri soci.ine e di metterla così a conoscenza di tutti i nostri soci. Al Lago Pratignano, come al Butale, sulla la­pide è scritto: «A ricordo dei sacrifici di tutti coloro, di qualsiasi parte, che negli anni 1944-45 combatterono su questi monti». Ma dato che ancora oggi la pace non è una con­quista definitiva, come dimostrano la recente guerra del Golfo Persico, le lotte nazionaliste nella vicina Jugoslavia e tante altre vicende, l'itinerario ideato dalla «Decima» e risegna­lato dai nostri alpini in congedo non ci sem­bra che abbia, né possa avere solo un signifi­cato commemorativo o rievocativo, quanto piuttosto di testimonianza per dire, ancora una volta, che i sentieri del mondo sono da percorrere assieme e non gli uni contro gli altri.

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